SERVIZIO DEGLI INTERVENTI CARITATIVI A FAVORE DEI PAESI DEL TERZO MONDO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Tra speranza e prostrazione

Si è svolta dal 23 al 31 luglio la Missione nella Repubblica Democratica del Congo che ha visto il Responsabile del Servizio per gli Interventi Caritativi Don Leonardo, visitare ben cinquanta siti interessati da progetti finanziati grazie all'8xmille insieme ai due membri del Comitato Giuseppe Magri e Morena Savian.
1 settembre 2017

Cogliere opportunità di dialogo con i vescovi locali, attivare un confronto sulla situazione attuale attraversata da condizioni d’instabilità politica, comprendere e accogliere le priorità che la Chiesa locale ha individuato nel suo servizio ai più poveri, verificare la realizzazione dei progetti finanziati con l’8xmille e il loro impatto concreto.

Queste le coordinate che hanno caratterizzato La Missione nella Repubblica Democratica del Congo che ha impegnato Don Leonardo Di Mauro, Responsabile del Servizio per gli Interventi Caritativi a Favore del Terzo Mondo, svolta insieme a due membri del Comitato: il dott. Giuseppe Magri e la dott.ssa Morena Savian.

Il viaggio, che si è svolto dal 23 al 31 luglio, ha toccato ben cinquanta siti diversi dove è stato possibile constatare lo stato dei progetti conclusi o in corso esecuzione, come pure quelli in prospettiva di realizzazione. Un percorso sereno e proficuo costellato dall’orizzonte di speranza di un Paese dove la Chiesa ha fatto dell’educazione la sua priorità sociale e pastorale.

Ne sono specchio i tanti progetti di scuole presentati e finanziati. Come la primaria di Pindi-Bukanga, progetto n. 190/2015, voluta dai Fratelli della carità, che ha rappresentato un grande sollievo per la popolazione, garantendo la sicurezza dei bambini che non saranno più costretti a seguire le lezioni in una capanna di fango. L’edificio, realizzato con solide fondamenta, buone finiture e banchi realizzati secondo le misure convenzionali, accoglie oggi 480 bambini, e la comunità ha raccolto le pietre per l’avvio dell’istituto secondario di cui hanno già richiesto il finanziamento con il progetto 53/2017.

D’altra parte un buon livello di formazione scolastica e la trasmissione di valori di onestà e giustizia sono la base per ricostruire il Congo a partire dal suo tessuto sociale. Una chiara convinzione che anima i vescovi locali con cui ci si è incontrati – soprattutto a Kisantu e Kikwit – così come l’Università Cattolica che sta investendo energie e risorse per la formazione di un quadro istituzionale che non sia guastato da corruzione e abusi.

Non meno peso è stato dato, però, anche alle necessità primarie, a cui numerose iniziative tra quelle finanziate hanno cercato di dare una risposta concreta e valida. È il caso del progetto n. 434/2016 che prevede la fornitura di acqua potabile per gli studenti e la popolazione della zona intorno alla parrocchia St. Edouard, del tutto priva di un servizio idrico pubblico. L’acqua ora viene regolarmente pompata due volte al giorno e contenuta in un serbatoio da 5.000 litri che rifornisce l’intero circondario.

Così come si è cercato di tenere nella dovuta considerazione anche l’aspetto della salute, fisica e mentale, che costituisce comunque un aspetto di enorme rilievo in una realtà come quella congolese, afflitta da una grave prostrazione che ha ragioni economiche e sociali assai profonde e radicate.

Ecco allora spiegato l’impegno per il progetto n. 363/2015, un centro di salute mentale vicino a Kikwit realizzato dai Fratelli della Carità che si propone tre obiettivi: la cura dei malati nelle tre province di riferimento, la loro integrazione nei centri di cura ordinari, la formazione del personale medico nei dispensari. Una struttura realizzata piuttosto bene, con uffici di amministrazione, segreteria, sala riunioni, farmacia, sala infermieri e soprattutto senza barriere architettoniche per favorire coloro che manifestano handicap fisici oltre che psichici.

Il viaggio si conclude restituendo l’immagine di un Paese solcato da sofferenza e bisogno che continuano a costituire un riferimento per chiunque operi a favore della solidarietà, ma accompagnato anche dall’impervia strada che l’aspirazione al cambiamento sa tracciare anche negli scenari più difficili.